29 marzo 2007

Miles, il Maestro...

Non da imitare, forse da invidiare per certi versi, come uomo; indubbiamente serio sul lavoro, tanto da essere considerato fra i più stronzi.

Avendo io letto la biografia ufficiale tratta da interviste con Quincy Troupe, un pezzo di giornalismo e di storia della musica e della cultura afroamericana, mi piace ricordare un episodio particolare.

Quando smise di lavorare, dal 1976 al 1980, dopo 37 anni di intensa attività, a riportarlo sulle scene fu l'interessamento di una delle poche persone che continuva a incontrare, il nipote Vince Wilburn, figlio della sorella Dorothy, che suonava la batteria.

Durante i primi anni del suo ritorno, Miles lo accolse nel suo gruppo, ma non ne fu soddisfatto.

La famiglia Davis si era stabilita a East St. Louis, Illinois, e lì erano cresiuti i tre figli del dentista Miles Henry Davis, padre del Maestro. La figlia viveva con la propria famiglia a Chicago.

Ora, dopo aver esortato il nipote ad impegnarsi maggiormente, decise di cacciarlo, proprio prima di un concerto a Chicago, cui avrebbero assistito tutti i suoi amici. Il cognato e la sorella si arrabbiarono moltissimo: Miles fu inamovibile. Non tollerava cazzate sul lavoro, sebbene ne abbia combinate parecchio...

I suoi colleghi potevano fare quello che volevano giù dal palco, ma il lavoro doveva essere svolto seriamente.

Questo vuol dire fare una squadra vincente: non badare al cuore, dare una possibilità a tutti i volenterosi, mettersi sempre in discussione e rinnovarsi ognora.

Chi è inetto si circonda di incapaci. Chi non è umile, chi non si rimette in discussione, meriterebbe di cadere nella polvere.

Come disse Bersani (il ministro dell'attuale Governo italiano): non è giusto che per avere un posto o un favore ci si debba appellare a conoscenze altolocate. Questo è un residuo del clientelismo più deteriore, è nepotismo, è mafia.

13 marzo 2007

Concreto o Astratto? Reale o Immaginario?


Durante il passato autunno, fin al Natale, ben sfruttando la terribile Odissea ferroviaria che mi ha condotto a casa, ho letto due testi di grande interesse per il pensiero scientifico e il significato della Scienza: l'Evoluzione della Fisica di A. Einstein e L. Infeld e Apologia di un Matematico di G. H. Hardy, disponibile, mancante di prefazione in formato elettronico.

In entrambi, si affermano due questioni apparentmente contradditorie - non cito i brani esatti per mancanza di tempo e pazienza.


Partiamo da Albert, che fu entusiasta di scrivere questo piccolo trattato senza formule, ma di grande chiarezza (sebbene non nasconda lo scetticismo per
la quanto-meccanica): la fisica moderna, che è assai complicata e richiede grandi sforzi di astrazione per quanto concerne il formalismo matematico, è sostanzialmente più semplice perché in grado di spiegare chiaramente un maggior numero di fenomeni e di includere in poche strutture eventi apparentemente incorrelati.
E poi il sommo matematico inglese: la matematica è reale, visione platonica, e il matematico che studia la propria realtà, arriva a verità eterne, con le proprie dimostrazioni (ammesso che esistano dimostrazioni per l'oggetto di studio, Goedel dimostrò l'incompletezza della matematica...),

317 is a prime, not because we think so, or because our minds are shaped in one way rather than another, but because it is, because mathematical reality is built that way.


Invece per quanto possiamo riflettere sulla realtà fisica, arriveremo sempre a spiegazioni più sofisticate, che astraggono sempre più dal particolare, ma non arrivano ad affermare perché una sedia sia una sedia, ma a dire di volta in volta che sarà un insieme di frenetici elettroni e nuclei atomici o dettagli ancora più profondi.

Chiaramente sono più del parere di Einstein, perché la complicazione della forma è data dalla limitatezza della nostra mente e dei nostri apparati di percezione, che ci costringe a usare strumenti sofisticati, che in definitiva semplificano il quadro concettuale della descrizione della Natura; come sapete la grande sfida di oggi è la grande unificazione.

Finora abbiamo teorie dei campi quantistiche per 3 interazioni fondamentali: elettromagnetica, forte e debole. Questo è il cosiddetto modello standard, che tratta di particelle elementari e loro interazioni. Ma la gravità?

La Relatività Generale, che tratta di Gravitazione, riconducendola ad un problema di natura geometrica, la forma dell'Universo, in quanto plasmata dalle masse ed energie che lo "popolano", è intrinsecamente incompatibile con il modello standard; si parla di strutture geometriche lisce contro l'indeterminazione su scale subatomiche, ossia squotimenti irrefrenabili...

Se volete comprendere il significato di uno spazio curvo, pensate alla superficie terrestre. Se volete andare da Los Angeles a Tokyo, il percorso più breve, segmento di un cerchio massimo (circonferenza il cui centro è centro della sfera), si dirige verso Nord, per poi tornare a Sud. Così, un corpo in uno spazio curvo (in 4 dimensioni), tende a percorrere le strade più brevi; la curvatura dipende dalla distribuzione di grandi masse nelle vicinanze. Così come ci meravigliamo dell'attrazione gravitazionale fra corpi, ci stupiremmo, vivendo in 2 dimensioni sulla superficie terrestre, se confrontassimo le misure di cammini diversi da quello, curvo, estratto da una circonferenza massima, trovandoli più lunghi.

In definitiva, però, nella fisica tutto cade, quindi scopriremo i limiti delle teorie di oggi. Siamo in un epoca in cui abbiamo molti dati sperimentali, ma non tutto sembra occupare il proprio posto. Speriamo i nostri colleghi fisici teorici sappiano toccare i giusti tasti dell'organo cosmico.

Però come è bello sapere che quello che si è ottenuto, sarà per sempre... Ma forse la realtà e correttezza delle dimostrazioni dipende dal gusto dei propri pari e dal rigore dell'epoca in cui si vive.

12 marzo 2007

Bertinotti

...un sognatore vuole spedirci nell'incubo...

Ier sera il solito Fazio, simpatico conduttore di talk show, ha ospitato l'On. Bertinotti, il Comunista ricoperto di cachemere.

Alcune affermazioni da sottolineare che ribadiscono l'assoluta pericolosità del personaggio:
  • il fatto che il progresso basato sulla scienza e la tecnologia siano esauriti;
  • auspicare la fine del capitalismo;
  • sbandierare i diritti da garantire ai cittadini.

Io penso che a diritto corrisponda necessariamente un dovere, escludendo vita, salute e non-discriminazione. Se delinquo non posso votare, se non mi voglio impegnare sul lungo termine con un altra persona, non devo poter essere tutelato come famiglia...

Quindi, la solita retorica che demonizza il denaro, proprio in un paese dove gli imprenditori non sono mediamente dei magnati con garage pieni di Ferrari. Penso sia molto più sporco il denaro nelle mani della politica, in cui una classe di parassiti senza arte, ma con parte, è letteralmente ancorata al potere.

Infine, contro la retorica della scienza schiava dei poteri forti, cosa può esistere senza la tecnologia, che ci ha allungato e facilitato la vita? Cosa meglio della Scienza ci può sottrarre alle tenebre e alla superstizione? E poi non furono forse i Sovietici a spingere senza ritegno per l'umanità i loro sforzi tecnico-scientifici (Chernobyl docet), mantenendo ancor oggi prestigiose scuole di discipline pure e applicate?

Basta idealisti, basta vecchi tromboni!

02 marzo 2007

Era una notte buia e tempestosa...

Come Snoopy comincia sempre il suo romanzo, io comincio il primo dei flash-back sul mio anno Grenoble.

Io partii pensando di andare in un posto di tecnologie avanzate, molto avanzato anche socialmente, e che in Francese scopa si dicesse granadel.

Mi sbagliavo perché scopa si dice balai e non ho notato tutta questa società aperta e progressiva, anzi si lotta con un orgoglio ridicolo di gente che pensa a valutare gli altri senza valutare se stessa, ricordando la pagliuzza e la trave. Su Time Ridley Scott, che ha casa in Provenza dice che noi e i francesi sono molto attenti siamo molto attenti al "vivere". Vero. Ma esprime proprio il difetto "The French are always assessing".

Comunque appena arrivati, smarrimento fra i lungo fiume (che sono a senso unico e per ritornare indietro bisogna trovare un ponte...). Cena in una brasserie con camerieri maleducati e cattiva cucina (che non ho quasi mai trovato, sono molto contento per questo...).

I concorsi

Siccome da qualche giorno il Resto del Carlino (RdC) pubblica scandali universitari e siccome lessi qualche mese or sono (costruzione modellata su il y a quelques mois) un interessante intervento sul Corriere della Sera (CdS) a proposito dei concorsi pubblici, vi propongo la rivoluzione Copernicana.

Siccome i concorsi pubblici sono provati essere spesso falsati da ingerenze, corruzione, inefficacia dei metri di valutazione (è difficile comprendere il valore di una persona da un tema), in modo che trionfa spesso la cooptazione informale, mascherata da impersonale decisione di commissari che non hanno responsabilità nella scelta, si passi dunque alla cooptazione formale: un gruppo di responsabili dell'organizzazione, che necessità di personale, scelga direttamente, su base di propri criteri e in piena responsabilità, le persone desiderate.

Ma poi esista una valutazione dell'organizzazione che stimi le prestazioni della stessa e premi solo quelle più efficaci, con maggiori finanziamenti o punisca le peggiori, riducendo le retribuzioni dei dirigenti responsabili.

Pensate solo che in Italia non esiste una valutazione vincolante della ricerca scientifica, che in altri paesi è il parametro fondamentale per assegnare fondi a un istituto.

Pensate che l'unica valutazione finora fatta dei dirigenti della Pubblica Amministrazione (PA) è risultata in un premio massimo generalizzato: sono tutti eccellenti o i valutanti corrotti?

Per questo parlo di importanza del merito, perché d'abitudine è sempre la prepotenza che vince.

Leggete questo...

Sono un sognatore. Ma non troppo inconcreto.

26 febbraio 2007

Epifania di Epifani

Ieri sera il signor Fazio ha ospitato e intervistato il signor segretario della CGIL, G. Epifani.
Il tentativo era di farlo sembrare simpatico, chiaramente obiettivo impossibile, data la congenita gravità che aleggia attorno al personaggio.
Alcuni elementi mi hanno colpito:
  • L'ammissione che il sindacato difende i padri a discapito dei figli, finalmente un po' di sincerità;
  • Il professare il ruolo formativo antiterrorismo nel sindacato, che ha annoverato brigatisti fra le sue file (ma ormai sono anche in Parlamento), tacendo che senza abbandonare la violenza verbale ai limiti della calunnia fra destra e sinistra e viceversa si giustifica la lotta armata, almeno per le menti malate di chi vi aspira;
  • L'affermare che esistono ancora operai in Italia e che i giuslavoristi dovrebbero conoscerli meglio prima di formulare modelli e consulenze accademiche: che immagine strappalacrime, sul modello del "Quarto Stato" di Pelizza da Volpedo, solo io conosco operai con auto da 25k€?

Io credo semplicemente che nel mondo di oggi, dove le dinamiche sono estreme e le ingiustizie cocenti, occorra pensare alla vera equità, a premiare i meritevoli, a coinvolgere i dipendenti nelle scelte (con premi salariali sui risultati aziendali ad esempio). Se non si prova a cambiare niente e nessuno cede per il proprio orticello:

  • Si affonda tutti assieme perché solo l'adattamento ai cambiamenti può dare risultati;
  • Si generano scontri sociali fra diverse generazioni.

Lo scalone

Ieri notte riflettevo su una questione, che ritengo non banale.

Si parla di "scalone" per l'età pensionabile e sembra un problema fondamentale per il nostro Paese. Esso sembra riguradare 190000 persone.

Dal 1999 sono cambiati l'esame di maturità e l'organizzazione dei corsi universitari. Per questi ultimi la transizione è ancora in corso, a causa delle difficoltà di tarare i metodi didattici e rientrare da eccessi (numero di corsi improvvisati, tagli e professionalizzazione essessivi...) evidenti.

In 8 anni siamo circa 2-3 milioni di studenti (400mila maturi all'anno di cui una parte consistente si iscrive a corsi universitari) che abbiamo subito queste incertezze, che rimarrannno a segnare la nostra vita professionale. Specilmente penso ai soggetti più deboli, che più facilmente avranno perso l'orientamento in queste evoluzioni.

Penso infine a chi si occupa di didattica e ha dovuto districarsi fra riforme e aggiustamenti, mettere in discussione i propri metodi didattici, trascurando la ricerca accademica.

Quindi è davvero così preoccupante lo scalone previdenziale?

16 febbraio 2007

Finalmente il Sole

Oggi ultimo giorno lavorativo all'IMEP.

E' passato l'anno, lungo e impegnativo. All'inizio avevo tanto entusiasmo, poi ho avuto molte piccole noie nel mio lavoro, che mi hanno notevolmente scoraggiato. Lo diceva anche Richard P. Feynman, quando non si hanno risultati dalle proprie ricerche, sembra di impazzire, si deve trovare una distrazione...
Mi aspettavo chissà quale efficienza e organizzazione e ho trovato un po' di caos (termine greco da cui deriva anche la parola gas...) e di "ognuno per sè, Dio per tutti!".
Certo che le facce che vedi tutti i giorni entrano nella tua vita anche se non vuoi...
E si vive l'ebbrezza di essere "altro", cosa cui un tempo ambivo risultando oscuro e antipatico ai più.

Dopo tanta pioggia, oggi è soleggiato e le montagne innevate risplendono di uno scintillante candore.

L'altra sera mi hanno imprigionato in tram, poiché abitando al capolinea, non sono uscito in tempo; il treno è arrivato allo scambio, l'ha superato, è uscito il conducente per passare da una cabina all'altra e mi ha detto: "Vous etes resté prisionier? Tant pis, je retourne à l'arret".

Ho ancora alcune cose da raccontarvi in serbo, ma non so se riuscirò, anche perché voi il serbo lo conoscete?

12 febbraio 2007

Riunione Thème Photonique

Venerdì c'è stata una drammatica riunione del gruppo fotonico, cui si aggiungevano gli Optoelettronici THz di Chambery, che a seguito di una fusione di laboratori, saranno integrati nella tematica che troverà posto nel nuovo ente.
Drammatica perché mi rendo conto del fatto che anche per un gruppo nutrito, oltre 20 persone, la fotonica non è di facile gestione, perché interessa poco alle industrie, le tecnologie non CMOS-compatible non piacciono nemmeno agli accademici e altre faccende che non si possono raccontare. Il mio futuro è quanto mai incerto...
La drammaticità è stata anche la lunghezza, perché c'è stata la passerella dei vari sotto-temi, che ha sforato del 100% (2 ore anzi che 1).
Avevo in casa un po' (64) di Pocket Coffee, che fanno parte delle mie armi segrete, ma non si trovano in Francia.
Sicché mancando una settimana e non riuscendo a consumarli tutti, ho ben pensato di offrirne una parte (scatola da 32) ai miei colleghi (ammesso sia io degno di chiamarli tali...).
Ho messo in moto la scatola attorno al tavolo e alcuni hanno accettato, altri hanno osservato curiosi la scatola (ci avvelena?) poi hanno prelevato oppure no la propria razione. Solo i due sudamericani hanno chiesto il bis.
Questo esperimento conferma come i francesi non amino il caffé, se non per star seduti in un bar a fumare (molto) e far pettegolezzi. Citando un mio insegnante di inglese, "i film francesi consistono di gente seduta ad un caffé che fuma e parla di sesso...".
Infine avrete forse sentito che oggidì non basta più il metal detector, che utilizzando raggi X rivela i metalli. Per cui attraverso altri metodi si vogliono rivelare sostanze organiche (esplosivi, droghe...). Anche il gruppo di Chambery si occupa di questi dispositivi, ad altissima frequenza, che hanno però il problema di denudare virtualmente la gente. Questo è eticamente critico...
Comunque c'è già qualche insegnante che cerca una dottoranda per esperimenti...
E' proprio vero che i Savoiardi sono dei maialoni...

07 febbraio 2007

Alcune note sulla lingua francese

Che non è più lingua franca, anche se piacerebbe loro...

Ci sono espressioni che ho impiegato mesi a capire, quindi vorrei suggerirvele, per agevolarvi se ne avrete bisogno.

Chiaramente espressioni come: merde, putaine, je suis Catherine Deneuve, voulez-vous coucher avec moi?, le conoscono tutti (saro' bandito per la mia volgarità?)...

Da notare l'uso estremo dell'abbreviazione, télé per télévision, foot per football, week per weekend (o ouiquende?), cafet per caféteria, resto per restaurant, resto U se universitario (mensa)...

Quindi termini gergali familiari: bosser (sgobbare) al posto di travailler, pas mal de (molto) al posto di beaucoup...

Infine le cose misteriose: due espressioni che mi hanno ucciso, du coup (letteralmente del colpo) per dire di conseguenza e a priori (pensavo fosse passione kantiana) per dire per quanto ne so al momento.

Una nota: come Michele mi faceva notare (e io non avevo notato per 8 mesi), nel sud della douce France, si usa fare rumori con la bocca, specie di pernacchie, per sottolineare dubbi o incertezze, particolarmente.

Una domanda per chi lo può sapere. Io in italiano dico buongiorno fino alle 14 e buonasera dopo.
Non capisco se vale lo stesso in francese, ossia sento gente dire bonjour alle 6 di sera.

A tout bientot !

04 febbraio 2007

La malaria

Ho letto recentemente questo articolo su Time Europe, The $10 Solution.
In breve esso afferma che in Africa la malaria non è estirpabile come è stato possibile da noi, perché la proliferazione delle zanzare è favorita da ampie zone umide tipiche del clima tropicale.
Ogni anno più di 2 milioni di bamibini muoiono a causa di questa infezione.
Ciò induce le famiglie ad avere più figli, priva quelle società di forza lavoro e fomenta rabbia e violenza. Aggiungendo una nota personale: la riduzione della schiavitù e della inferiorità femminile passa anche attraverso un minor carico di gravidanze, insieme alla possibilità di un piccolo lavoro, che una donna organizza meglio di un uomo, in genere.
La soluzione esiste: le reti da letto trattate con insetticidi. Il costo è basso, ma non affrontabile per quei paesi.
Si calcola che 3 milardi di dollari bastino all'intero continente per proteggere per un anno le persone a rischio.
Questa cifra equivale, considerando che siamo un miliardo di ricchi al mondo, a 3$ all'anno, 2 caffè per ciascuno di noi.
Perché aderire a questo progetto? Ad esempio esiste la cassa comune della compagnia (mi riferisco ai giovani che frequento in Italia)? Perché non donarla, piuttosto che spenderla in fantomatiche cene?

02 febbraio 2007

Per evitare...

...che vi sentiate disorientati dalla mia mancanza
...che il mio amico Paolo faccia lo sborone perché è al MIT
...di invidiare troppo mio zio che si laureò con Natta
...per distrarmi un po'


Vi racconto cosa ho scoperto; anche Grenoble ha avuto il suo premio Nobel, Louis Néel. Fu lui, arrivato nel 1940, a portare il CENG (oggi CEA) e attrarre quindi molto denaro per la Scienza nella Capitale delle Alpi (che lo credano...).

A lui spetta anche la promozione della costruzione del sincrotrone, oggi cooperazione Europea ESRF, il riferimento in Europa per la generazione di luce del sincrotrone (raggi X a grande intensità). Accanto l'istituto ILL (Laue e Langevin, dai nomi di due fisici che hanno introdotto le leggi della diffrazione per analizzare la struttra della materia), che utilizza la diffrazione di neutroni.

Non vi tedio parlandovi di fisica, perché sono troppo ignorante e rischierei di fare brutte figure.

Comunque potrete trovare alcune informazioni sul sito.

Vi riporto la foto che Michele ha fatto dalla Bastille all'anello.
La cosa che mi sembra buffa è che il nostro fu principalmente un teorico, pur catalizzando tanta attività sperimentale.
Comunque anche nel 2006 gli USA hanno fatto l'en plein di premi Nobel, con il prestigio e il denaro che ne consegue.
Meno male che l'Europa ha tra i suoi obiettivi diventare la più moderna società del mondo basata sulla conoscenza...
Vedremo con il nuovo piano settennale che parte da quest'anno, ma progetti da 2-5 anni non portano a rivoluzionare il mondo. Le industrie pensano al bilancio e i tempi del Sapere sono nell'ordine di decenni, non di mesi o anni. Chi può e vuole dare spazio ai volenterosi, senza egoismi nazionali e paure di scontentare qualcuno?
Penso che scontentare qualcuno per dar credito ai meritevoli sia un ingiustizia sopportabile, sempre e comunque; soprattutto meno ingiusta nel dar credito agli amici o ai potenti e danarosi.
Andate in pace.

14 dicembre 2006

2006 anno di Anniversari

Putroppo la mia prolungata assenza di quest'anno non mi ha permesso di ricordarvi saccentemente, com'è mio stile la gran copia di anniversari che cadono nel 2006.

  • 1756, Nascita di Mozart, ma questo lo sanno tutti...
  • 1866, annessione del Veneto all'Italia, ma i Veneti rivendicano sia stata una truffa;
  • 1926, nascita di Miles Davis, uno dei massimi musicisti del XX secolo;
  • 1956, denuncia dei crimini di Stalin e insurrezione (sedata dall'Armata Rossa) a Budapest.
A proposito dell'ultima, Imre Nagy, cui è dedicata la via parallela a quella che abito a Ferrara, primo ministro acclamato durante la rivoluzione, è entrato nella lista dei rivoluzionari e politici degli ultimi 60 anni, stilata da Time Europe, per i suoi 60 anni (altro anniversario...). Quando i Sovietici entrarono a Budapest, lui era tranquillo: "non mi impiccheranno perché credo in Marx e Lenin..."; aveva torto.

10 dicembre 2006

Per fare un'Università...

Ci vuole ingegno...

Leggendo il post della mia collega Chiar(in)a sull'anniversario dell'Università di Twente, il 45°, e riflettendo che lo sviluppo delle tecnologie nell'area Grenoblois risale agli anni 50 e il campus, primo in Francia, agli anni 60 (e si vede, perché imbiancare costa fatica...), ho concepito quanto siano buffi i frequenti accenni all'antichità delle nostre accademie.
Come un vecchio di 100 anni che non vede, non sente e non cammina e viene celebrato per la sua età.

Occorre ricordare che nella lunga storia d'Italia, dal Medioevo a oggi, non c'è stata continuità istituzionale nè culturale, quindi le istituzioni di oggi sono solo formalmente le stesse di un tempo.
La cultura è evoluta, è nata la scienza moderna, non si insegna più in latino (peccato...)...

Ad esempio a Ferrara la creazione dello Studio da parte del Marchese Alberto, suggellata da diritti di concessione papale, è seguita dalla sua chiusura per motivi finanziari e risalite e ricadute. Poi la storia è complessa e quindi all'Unità, non si hanno mezzi per mantenere che 2 facoltà. Oggi non va malaccio...

Oxford e Cambridge non erano il tempio della matematica pura che è oggi, nell'Ottocento: erano abbastanza marginali e arretrate, fino all'inizio del XX secolo, quando troviamo grandi matematici come Hardy e Littlewood.

Ricordate tutti i matematici e fisici francesi della fine del 700? Chiaramente la politica, rafforzata da Napoleone, di catalizzare le menti più fini alle applicazioni militari, produsse grandi sviluppi.
Ancora oggi la matematica è centrale nella scuola francese, è la chiave per assicurarsi un facile accesso all'Università, con il danno che questo comporta, perché troppi liceali scientifici non sono interessati a quello che fanno.
Nell'XIX secolo furono i tedeschi a fondare la matematica moderna, i francesi erano troppo poco rigorosi.
Il Nazismo ha regalato molto del patrimonio culturale tedesco agli Stati Uniti.

Una politica dell'istruzione e della ricerca è infinitamente più importante dell'antichità, ma a noi è sempre mancata,
La mancanza crea ingengo
diceva un ministro del Regno.

Se si hanno intelletti e il coraggio di programmare in tempi decennali e non pensare solo a far quadrare i conti, si può arrivare lontano e magari riportare il Nobel in Europa, pensando meno al diametro della pizza e essendo meno equi se serve... L'iniquità per merito è meglio che l'iniquità per peso politico.
Se non lo avete già fatto leggete la relazione CRUI 2006.

25 novembre 2006

Piccoli strumenti

Cari lettori,

so che vi chiedete per quale ragione non delizi più le vostre mentine (piccole menti) con le mie perle di saggezza, ma molti impegni mi distraggono da questa forma di espressione.

Sapete che la mia mente contorta concepisce ogni giorno delle nuove questioni, ma oggi vi voglio proporre una piccola arte frutto di un piccolo strumento, le foto del mio cellulino, tratte dalla mia casetta.

Cominciamo con il posto migliore dell'appartamento















Vi propongo delle vedute dalla mia finestra, in versione estiva,


E una bizzarra nuvola rossa in un preoce tramonto autunnale,



Non sarà la celeberrima montagna di Saint-Victoire di Cezanne, ma penso che l'arte telefonica VGA sia accettabile.

Prima o poi ricomnicerò a bacchettare gli scostumati per aprire la strada ad una nuova cultura.

17 novembre 2006

Che settimana bestiale...

...ed è Venerdì 17!

Senza ricordare Concato che mangiava fiori di domenica, ma i fiori non ci sono più.

Cronaca di una settimana convulsa: Lunedì attacco febbrile, nel contempo attacco a un controllore di tram. Conseguente sciopero della categoria con blocco totale dei trasporti, perché si sono rotti del fatto che in Francia prendano di mira i mezzi pubblici con fuoco, sassi...
Martedì conseguenti camminate, avendo lezione alla vecchia scuola di Ingegneria Elettronica.
Mercoledì avrei voluto fare misure, ma mi hanno preso il LASER accordabile.
Ieri c'era il debutto del Beaujolais Nouveau (omologo del Novello, ma la versione italiana ha preso per me troppo l'aspetto di business e meno di qulaità: tutti hanno un Novello...): gente in giro e trasporti estesi fino all'una. La regione Beaujolais è peraltro vicino a Lione, quindi non distante da qui. Peccato che sia arrivata questa cosa che ha un po' impressionato tutti.
Capisco che c'è gente emarginata, ma se scassano tutto, staranno ancora peggio.

Festa rovinata...

Dimenticavo, ieri di fronte a casa mia c'era un uomo con un asino, che brucava l'erba. Pensavo che i cani pulciosi dei barboni che raspano nelle aiuole in centro fossero il massimo, mi sbagliavo!

08 novembre 2006

Anch'io ho fatto il giapponese


Come ben sa chi frequenta conferenze (io no...), i giapponesi, generalmente molto dimessi, si scusano frequentemente delle proprie scarse competenze linguistiche. Magari gli studenti e non i professori più scafati. Quindi un sorry for my bad english ci sta...

Quando presentai i miei lavori alle giornate scientifiche, costretto a scrivere e riferire in francese, sebbene i lucidi fossero stati ampiamente corretti e rimaneggiati, mi sono scusato delle mie difficoltà... sbagliando anche nelle scuse, ma suscitando l'applauso finale: finale per davvero, essendo il mio show immediatamente prima di pranzo.

Si sa che mentre noi italiani ci sforziamo per parlare una lingua conosciuta dall'ospite, i francesi vogliono la sottomissione.

A tal proposito, quando Michele è venuto in visita, dopo la mia presentazione, in inglese, si è sorbito una giornata di francese; istruttivo, ma non certo confortevole.

31 ottobre 2006

La Filosofia

Ecco la nuova uscita del Papa filosofo, che paragona lo scientismo moderno alla favola di Icaro.
Non sono d'accordo, perché chi poggia sulle spalle dei giganti non può cadere così facilmente.
Siamo alle solite, dopo che il predecessore cominciò ad attaccare la biologia, come mostruosa manipolazione assassina, si ritorna a parlare di temi cari a certi pensatori: la dittatura della tecnica che non risolve i problemi dell'uomo, ma anzi ne peggiora la vita, la disumanizzazione, la complessità creativa del mondo negata da semplficazioni forzose, che non hanno significato... (sempre Enrico Bellone, La scienza negata).
I pensatori antichi volevano capire la Natura, davano un senso cosmico alla Geometria e umano alla sapienza matematica (Euclide fondò la geometria e l'aritmetica e grandi uomini di ogni epoca lo hanno studiato).
I fondatori della Scienza Moderna erano grandi pensatori: Cartesio, Galileo, Leibniz, Pascal, che ancora oggi si leggono sia per il loro contributo metafisico che tecnico.
Lo stesso Kant mi sembra fosse rigorosamente razionalista e scientifico.
Cosa successe allora, perché i pensatori moderni sono diventati così ostili alla scienza?
Il mio parere è che, visto che sono libreschi e amano la nebulosità che ti permette di dire tutto e il contrario di tutto, non si mettono a studiare logiche e rigorose teorie scientifiche, ma si limitano a formulare, con interpretazioni che trasudano ignoranza, giudizi fantasiosi su cose che non conoscono.
Come la volpe che disse che l'uva irraggiungibile era certamente acerba, è facile pensare male di quello che non ci si impegna a capire.
Questo è particolarmente grave in Italia, dove il disprezzo antiscientifico mescolato alla superstizione popolare ha generato un'atteggiamento di diffidenza verso i sapienti scientifici, considerati di serie B rispetto ai sapienti umanistici, considerati nobili e disinteressati, guide spirituali di diritto.
Credo che oltre al piacere personale di chi studia le scienze, gli enormi vantaggi che abbiamo oggi rispetto al passato (il Santo Padre stesso è arrivato ad 80 anni perché vive nel 2006, non nel 1506...), lo scoglio etico dev'essere solamente: faccio del male ad altri uomini? faccio ad altri quello che non vorrei subire?

23 ottobre 2006

Laurea e Riflessioni


Sabato è stato il 2° anniversario della mia Laurea Specialistica.

E voi direte: che ci interessa?

Ebbene nel mio stile analogico, questo ben si collega ad una conversazione sul significato di PhD, Philosophiae Doctoratum, che è normalamente utilizzato nel mondo anglosassone per indicare il dottorato di ricerca. Venerdì ero ad un rinfresco offerto da un fresco dottore (di ricerca) e c'erano dei giovani che se ne chiedevano il significato.
Io non avevo mai pensato a questo collegamento, che prontamente il prof. J.E.B. ha limpidamente enunciato: filosofia in greco è amore della sapienza e la ricerca è amore per la sapienza!
Dottori Amanti della Sapienza...

Mi si è rivalutato quel uomo, lo facevo più gigione con il suo attaccare discorso a tutti, fare lo spiritoso sempre e comunque.

Questo mi porta ad un argomento parallelo: perché in Italia siamo tutti dottori?
Non sarebbe meno ambiguo dire: Esperto di Scienze (Arti), Maestro di Scienze (Arti), Dottore solo per il dottorato (e i medici), come fanno tutti? Che c'è di male ad essere Signori, Signore e Signorine?
No: gli italiani sono tutti attori e non sopportano di non avere un ruolo...

In effetti i titoli sono un modo per sentirsi diversi dal tutto e accomunati da un privilegio, come per le professioni liberali: si dice avv. Rossi, ma non chimico Rossi, anche se c'era Ali il Chimico, che poi non era chimico, ma appassionato di gas...

Si sa che amiamo sentirci unici, anche se odiamo sentirci troppo diversi.

Avrei tante altre cose da scrivere in serbo, ma non conosco il serbo e mi fermo qui...

19 ottobre 2006

Il Nucleare

Io sono un apologo dell'energia nucleare, perché
  • La fisica di base è molto interessante ed è stata oggetto degli esperimenti di un sommo nostro compatriota, Enrico Fermi (sebbene con mezzi semi-artigianali, come d'uso nella miserabile Italia scientifica);
  • La fama di Grenoble deriva anche dalla presenza dei laboratori di fisica e di elettronica del CEA;
  • La maestria francese nel campo è riuscita a regalare all'Europa, strappandolo ai bravi giapponesi, il progetto sulla fusione, in corso a Cadarache.

Sono d'accordo che si affida alle generazioni future il problema scorie, che in realtà il settore vive in un regime di sostegno economico, ma non si bruciano risorse fossili che hanno il difetto di finire (e presto) e di essere in mano a paesi con governi instabili, di subdoli affaristi (Russia), populisti (Venezuela) ecc...