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01 aprile 2008

Ladro o Terrorista

Un ultimo flashback, per riempire questo blog, vista che la mia noiosa esistenza non mi concede contenuti molto attuali.

Primavera/estate 2006.

Sono stato ingiustamente scambiato per un taccheggiatore. Uscendo con una sportina da un negozio dov'ero appena stato, mi reco in un piccolo super-mercato. Con il cestino acconcio recupero le merci e ivi le ripongo. Ma il mio sacchetto insospettisce il nerboruto guardiano di origine africana (molto abbronzato), che mi si avvicina e mi chiede: "per favore, signore, mi può dare la sua sportina?". Chiaramente non mi sono opposto.

Sono anche rimasto intrappolato nel nuovo maxi-laboratorio. Infatti, quando non si capiscono le cose, capita che la chiusura sia alle 18 e si resti fino alle 20, forti del possesso del badge elettronico.

Ma esso non apre i cancelli incatenati. Rapida perlustrazione di altre possibili uscite. Impossibile. C'era anche un banchetto in un altro edificio ma nessuno mi può vedere...

Così il povero straniero non ha alternativa di alzare i telefoni rossi, che collegano direttamente con la centrale della sicurezza interna (al CEA non si scherza).
  • A: "la passerella è chiusa con la catena e non dove uscire"
  • G: "quale passerella, quale catena?"
  • G: "si trova in un settore in cui non è autorizzato?"
  • A: "sono nel laboratorio xy"
  • G: "vedo, arriviamo, non si muova!"
Aspetto, arrivano in due, trasmittente e manganello, che mi chiedono un documento e poi chiedono alla centrale se possono farmi passare per di là. Scendiamo, io preceduto e seguito da una guardia.

Nella sala di controllo vengo pregato di mostrare il PC (non era una bomba, comunque...) e lasciato andare, dopo alcune domande su con chi lavoro, dove, etc...

15 febbraio 2008

Francesi...

Semplicemente ridicolo: come scrivere per non esser letti.

Petition AERES

29 ottobre 2007

E io pago...

La vigilia del mio ultimo compleanno (finora), ho consultato la megera del residence che mi ha informato sulle modalita di congedo dal mio appartamento. Tra esse compariva malaugratamente il pagamento della tassa d'abitazione. Quindi mi sarei dovuto recare all'ufficio delle imposte e comunicare il mio "nuovo" indirizzo per ricevere l'avviso di pagamento. Sarà che non si può chiedere ad un italiano di pagare le tasse, ma la sera nevica tantissimo: come ricorderete era stato tiepido il clima fino al weekend precedente (intorno al 20 Gennaio) e lo fu anche dopo. Visto la rigida temperie decido di cenare in un pub di montagna, aspirando l'odiato aroma di formaggi fusi, assaporando galettes au sarrasin, crepe e sidro. Purtroppo il riscaldamento era in panne e ho patito un freddo orrendo, visto che tanti avevano avuto la mia stessa idea e c'era posto solo accanto all'ingresso.

Superando una bufera selvaggia (per l'uomo di pianura che sono), arrivo a casa e mi arrostisco ai radiatori elettrici, che tolgono quasi l'aria.

Il giorno successivo mi incammino all'ufficio delle imposte, non nevica, è vicino. Arrivo e dico alla segretaria che debbo denunciare il cambio di residenza. Mi dicono di attendere. Esce da una porticina un'ometto gentile, che mi invita a entrare nel suo piccolo stanzino.
Mi chiedo perché i francesi abbiano spazi pubblici così ridotti, uffici, supermercati, ristoranti...
Cito Giobbe a questo proposito:
- Noe', tu farai questa nave e ci caricherai sopra due animali per ogni razza -

E Noe' disse:

- E vivranno con me? -

- Si' - rispose il Signore.

- E la puzza?? -

- Non preoccuparti, si abitueranno...! -"


Come al solito non ci si capisce nulla, mi registra ad un altro indirizzo (ci sono due resiedenze della stessa catena in zona). Nonostante tutto pazienta e chiudiamo la pratica (ancor'oggi non so cosa dovrò pagare).

09 ottobre 2007

Forza Seyed

Nell'ultimo periodo di permanenza in Francia, ho condiviso l'ufficio anche (c'erano 6 posti 6) con un collega iraniano, che studia la trasmissione di segnali a banda larghissima (UWB) su fibra ottica.

Parlava Inglese, con tutti i problemi conseguenti il non sapere il Francese in Francia. La sua advisor era ultraimpegnata.
Consideriamo che all'inizio di quest'anno era particolarmente aspro (giustamente) l'atteggiamento internazionale verso il suo Paese. Così era abbastanza spaesato.

Questo ha fatto che sì che un romeno che si occupava di antenne (e che gareggiava con me in quanto a Domeniche e orari d'uscita serali) abbia con Seyed e me condiviso chiacchiere varie.

A parte la soddisfazione di venire dall'unico Paese non disastrato, ho imparato alcune cose interessanti.

Parlando di Iran: "il nostro presidente è un comico", "Repubblica Islamica vuol dire che se dimostri di esser religioso è più facile lavorare, come se significasse esser migliori degli altri", "quando si vuol litigare anche un profeta di differenza è sufficiente".

Ho imparato che nella scuola iraniana non sono previste le lingue, che in Romania c'è una gioventù apatica e scoraggiata.

Infine all'ultima settimana, poiché stavo leggendo un libro sull'algebra dalle equazioni ai concetti astratti che spiegano le simmetrie della Fisica (Mario Livio, "L'equazione impossibile. Come un genio della matematica ha scoperto il linguaggio della simmetria", Rizzoli), abbiamo discusso di matematica araba-persiana, mi ha corretto le mie pronuncie dell'arabo (che ho subito dimenticato) ed è stato stupito-inorgoglito del discorso.

Sappiate che:
  • Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, matematico persiano, da cui algoritmo
  • al-Kitāb al-mukhtaṣar fī ḥisāb al-ǧabr wa al-muqābala, il suo libro, Compendio sul Calcolo mediante Completamento e Bilanciamento, ossia equazioni di secondo grado, notate algebra proviene da al-ǧabr
Gli ho augurato di vivere, in futuro, in un Paese più libero. Ho purtroppo visto le fustigazioni pubbliche, le impiccaggioni, Ahmadinejad che va a Columbia Unversity e dice: "l'Olocausto non esiste, noi non abbiamo omosessuali". Ho saputo del figlio del Che che è andato a trovarlo per cospirare contro l'imperialismo americano. Pazzi!

Vero è che negli USA massacravano i neri e sono venuti a combattere contro Hitler, usando anche soldati neri, e che c'erano circoli antisemiti dopo la guerra "che dicevano che i Nazi non erano poi così male" (Surely you're joking Mr. Feynman), ma c'è qualche differenza e i governi seri non sono i loro.

Ringraziamo la Francia che ospitò in sprezzo all'America, che appoggiava lo scià, Khomeyni, iniziatore dell'attuale regime iraniano.

16 agosto 2007

La Lingua Langue

Ossia come confondersi nell'ignoranza.

Vi cito alcune perle:
  • A Grenoble si mangia una specialità di pasta fresca, i ravioles de Royanne, fatti con una pasta senz'uovo farcita di un impasto di erbe aromatiche, ritagliata in forma di micro-ravioli quadrat conditi nel caso più semplice con panna liquida. E bene, chiedendo a un indigeno come si preparassero, rischio e chiedo: "eau, fleur, et puis?" infatti siccome in ferrarese la farina è fior, in Inglese flour (si pronuncia come flower), ho dedotto che in Francese fosse lo stesso, ma mi sbagliavo. Infatti farine è il vocabolo appropriato.
  • In Italiano il participio passato di prendere è preso, non prenduto, ma in Francese ho spesso usato prenu al posto di pris: perché scegliere il modo semplice (e giusto) se si può pensare a uno peggiore?
  • E poi tante altre difficoltà perché per un madre-lingua una pronuncia sbagliata non è assimilabile a nessuna altra parola di senso compiuto.
Comunque è un gustoso vendicare certe storpiature orribili, come quando su una lavagna era correttamente scritto tagliatelle ed esce il gestore e aggiunge la s del plurale tagliatelles.

La morale: non chiedete dove comprare un phon in un paese anglofono, perché vi diranno dove trovare i telefoni, non gli asciugacapelli.

14 giugno 2007

Ricevo visito, ascesa alla Bastiglia (Flash Back)

Ecco un piccolo flash-back dalla mia permanenza francese.

Il 26 Ottobre vennero in visita Michele e Gaetano.

La settimana era, come d'altronde in Italia, caratterizzata da un caldo tremendo, per la stagione (oltre 25°C al pomeriggio).

Quella stessa settimana, il martedì, feci la seconda iscrizione all'INPG.

Carico di lavoro notevole per preparare una presentazione da mostrare il venerdì mattina, come se gli ospiti fossero degli sconosciuti, mi affretto a riordinare i risultati, utileal limite perché il mio tutore francese non mi vedeva da qualche mese.

Decido precipitosamente di rientrare a casa la settimana di Ognissanti, ma non ho mai tempo di acquistare i biglietti, quindi mi riduco a dover ricevere gli ospiti in stazione.

Alla Gare de Grenoble, che chiude alle 20.30, abitualmente chiudevano gli sportelli per le prenotazioni alle 19.30, in virtù di un minor carico serale, lasciando l'accesso promiscuo fra partenze immediate e prenotazioni. In quella strana occasione, l'affollamento era eccessivo.

In pratica, ritardo su tutto, ricevo i miei ospiti in stazione, mentre sono in coda.

Una fila lunga, il guardiano nero nerboruto a cacciare nuovi clienti (in Francia i guardiani sono spesso neri e grossissimi), un caldo esagerato, ma conquisto il mio posto sul treno, spendendo la massima cifra possibile, vista l'imminenza del viaggio.

Porto gli ospiti al ristorante A la mer, tipico di una città di montagna...

Primo evento tragico: bicchiere di vino (per fortuna bianco, mangiando pesce...) sui pantaloni appena sfoggiati. Non fui io il colpevole.

Il mattino seguente, appuntamento di buon ora con tutori e co-tutore francesi, per illustrare la mia attività; giro dei faraonici laboratori accademici del Minatec (nelle segrete del centro energia atomica ci saranno laboratori di classe spaziale...). Scopro cose che non ho mai visto in 5 mesi di permanenza, tra cui il ventre dell'attivanda camera bianca, con decine di metri di tubi per riciclare i fluidi controllati. Infatti, per chi lo ignorasse, una camera bianca è un laboratorio in cui l'atmosfera è mantenuta in condizioni di purezza da pulviscoli di vario genere, secondo uno standard dato dal numero di micro-particelle al metro cubo (di una certa dimensione: 3 pomodori al metro cubo non si tolgono con l'aerazione :-D). Scopro una camera aneoica in allestimento, tante Salle de Manip.

Si va a mangiare alla Brasserie Le Carré, dove si riuniscono molti lavoratori per pranzo, grazie all'economicità dei menu. Posto affollatissimo, utilizzo barbaro dello spazio tipico francese: paghi poco, ma non respiri...

Al pomeriggio, escursione alla Bastiglia, il forte ottocentesco che fu costruito per difendersi dalla Savoia, non ancora francese (si noti che esistono dei savoiardi che affermano che il referendum del 1859, formalità per sancire lo scambio Savoia-Lombardia, sia stato una truffa: avrebbero detto un no secco...).

Si trova su uno sperone roccioso che delimita a Nord il centro abitato, su cui è addossato il quartiere italiano (S. Lorenzo) e su cui qualche neo-bucolico, qualunquista anti-modernista, ha negli ultimi tempi steso uno striscione No-Nano (contro le Nanotecnologie, evidentemente nano-cervelli).

La salita è composta da scalinate e sentieri, 1h 30min di cammino, per me devastanti.

Dopo l'impresa, sotto un sole estivo, si arriva alla quota della teleferica, la prima teleferica cittadina in Francia, oggi caratterizzata dalle cabine a palla.

Vale la pena di ammirare il panorama, l'unico punto della città da cui si potrebbe scorgere il Mont Blanc, che la nebbia copriva tristemente. Si può vedere il campus, i laboratori, il sincrotrone europeo (ESRF), i giochi di ombre delle montagne quando il sole si va a coricare.

Mentre i miei ospiti sono scesi a piedi, io ho approfittato della teleferica, per poi andare a far spesa, ammirando in quello strano strascico d'Estate, le gradevoli esibizioni di generosi giovanili decolleté.

Per concludere, dopo essere stato battuto sul tempo (io che ero sceso veloce sono arrivato tardi per cena...), ci siamo allegramente incamminati verso un rinomato ristorante del centro, La Panse, dove abbiamo gustato saporiti piatti e raffinati dessert.

Il giorno seguente preperai le valigie, e il report per il progetto EDITH (perhé gli impegni non vengono mai da soli), l'ho abbozzato in treno, fortunatamente tranquillo.

L'immagine a fianco mostra come in certe situazioni ho pensieri illuminati.

Si ringrazia il Michele per aver provveduto alle immagini qui allegate.

02 marzo 2007

Era una notte buia e tempestosa...

Come Snoopy comincia sempre il suo romanzo, io comincio il primo dei flash-back sul mio anno Grenoble.

Io partii pensando di andare in un posto di tecnologie avanzate, molto avanzato anche socialmente, e che in Francese scopa si dicesse granadel.

Mi sbagliavo perché scopa si dice balai e non ho notato tutta questa società aperta e progressiva, anzi si lotta con un orgoglio ridicolo di gente che pensa a valutare gli altri senza valutare se stessa, ricordando la pagliuzza e la trave. Su Time Ridley Scott, che ha casa in Provenza dice che noi e i francesi sono molto attenti siamo molto attenti al "vivere". Vero. Ma esprime proprio il difetto "The French are always assessing".

Comunque appena arrivati, smarrimento fra i lungo fiume (che sono a senso unico e per ritornare indietro bisogna trovare un ponte...). Cena in una brasserie con camerieri maleducati e cattiva cucina (che non ho quasi mai trovato, sono molto contento per questo...).

16 febbraio 2007

Finalmente il Sole

Oggi ultimo giorno lavorativo all'IMEP.

E' passato l'anno, lungo e impegnativo. All'inizio avevo tanto entusiasmo, poi ho avuto molte piccole noie nel mio lavoro, che mi hanno notevolmente scoraggiato. Lo diceva anche Richard P. Feynman, quando non si hanno risultati dalle proprie ricerche, sembra di impazzire, si deve trovare una distrazione...
Mi aspettavo chissà quale efficienza e organizzazione e ho trovato un po' di caos (termine greco da cui deriva anche la parola gas...) e di "ognuno per sè, Dio per tutti!".
Certo che le facce che vedi tutti i giorni entrano nella tua vita anche se non vuoi...
E si vive l'ebbrezza di essere "altro", cosa cui un tempo ambivo risultando oscuro e antipatico ai più.

Dopo tanta pioggia, oggi è soleggiato e le montagne innevate risplendono di uno scintillante candore.

L'altra sera mi hanno imprigionato in tram, poiché abitando al capolinea, non sono uscito in tempo; il treno è arrivato allo scambio, l'ha superato, è uscito il conducente per passare da una cabina all'altra e mi ha detto: "Vous etes resté prisionier? Tant pis, je retourne à l'arret".

Ho ancora alcune cose da raccontarvi in serbo, ma non so se riuscirò, anche perché voi il serbo lo conoscete?

12 febbraio 2007

Riunione Thème Photonique

Venerdì c'è stata una drammatica riunione del gruppo fotonico, cui si aggiungevano gli Optoelettronici THz di Chambery, che a seguito di una fusione di laboratori, saranno integrati nella tematica che troverà posto nel nuovo ente.
Drammatica perché mi rendo conto del fatto che anche per un gruppo nutrito, oltre 20 persone, la fotonica non è di facile gestione, perché interessa poco alle industrie, le tecnologie non CMOS-compatible non piacciono nemmeno agli accademici e altre faccende che non si possono raccontare. Il mio futuro è quanto mai incerto...
La drammaticità è stata anche la lunghezza, perché c'è stata la passerella dei vari sotto-temi, che ha sforato del 100% (2 ore anzi che 1).
Avevo in casa un po' (64) di Pocket Coffee, che fanno parte delle mie armi segrete, ma non si trovano in Francia.
Sicché mancando una settimana e non riuscendo a consumarli tutti, ho ben pensato di offrirne una parte (scatola da 32) ai miei colleghi (ammesso sia io degno di chiamarli tali...).
Ho messo in moto la scatola attorno al tavolo e alcuni hanno accettato, altri hanno osservato curiosi la scatola (ci avvelena?) poi hanno prelevato oppure no la propria razione. Solo i due sudamericani hanno chiesto il bis.
Questo esperimento conferma come i francesi non amino il caffé, se non per star seduti in un bar a fumare (molto) e far pettegolezzi. Citando un mio insegnante di inglese, "i film francesi consistono di gente seduta ad un caffé che fuma e parla di sesso...".
Infine avrete forse sentito che oggidì non basta più il metal detector, che utilizzando raggi X rivela i metalli. Per cui attraverso altri metodi si vogliono rivelare sostanze organiche (esplosivi, droghe...). Anche il gruppo di Chambery si occupa di questi dispositivi, ad altissima frequenza, che hanno però il problema di denudare virtualmente la gente. Questo è eticamente critico...
Comunque c'è già qualche insegnante che cerca una dottoranda per esperimenti...
E' proprio vero che i Savoiardi sono dei maialoni...

07 febbraio 2007

Alcune note sulla lingua francese

Che non è più lingua franca, anche se piacerebbe loro...

Ci sono espressioni che ho impiegato mesi a capire, quindi vorrei suggerirvele, per agevolarvi se ne avrete bisogno.

Chiaramente espressioni come: merde, putaine, je suis Catherine Deneuve, voulez-vous coucher avec moi?, le conoscono tutti (saro' bandito per la mia volgarità?)...

Da notare l'uso estremo dell'abbreviazione, télé per télévision, foot per football, week per weekend (o ouiquende?), cafet per caféteria, resto per restaurant, resto U se universitario (mensa)...

Quindi termini gergali familiari: bosser (sgobbare) al posto di travailler, pas mal de (molto) al posto di beaucoup...

Infine le cose misteriose: due espressioni che mi hanno ucciso, du coup (letteralmente del colpo) per dire di conseguenza e a priori (pensavo fosse passione kantiana) per dire per quanto ne so al momento.

Una nota: come Michele mi faceva notare (e io non avevo notato per 8 mesi), nel sud della douce France, si usa fare rumori con la bocca, specie di pernacchie, per sottolineare dubbi o incertezze, particolarmente.

Una domanda per chi lo può sapere. Io in italiano dico buongiorno fino alle 14 e buonasera dopo.
Non capisco se vale lo stesso in francese, ossia sento gente dire bonjour alle 6 di sera.

A tout bientot !

02 febbraio 2007

Per evitare...

...che vi sentiate disorientati dalla mia mancanza
...che il mio amico Paolo faccia lo sborone perché è al MIT
...di invidiare troppo mio zio che si laureò con Natta
...per distrarmi un po'


Vi racconto cosa ho scoperto; anche Grenoble ha avuto il suo premio Nobel, Louis Néel. Fu lui, arrivato nel 1940, a portare il CENG (oggi CEA) e attrarre quindi molto denaro per la Scienza nella Capitale delle Alpi (che lo credano...).

A lui spetta anche la promozione della costruzione del sincrotrone, oggi cooperazione Europea ESRF, il riferimento in Europa per la generazione di luce del sincrotrone (raggi X a grande intensità). Accanto l'istituto ILL (Laue e Langevin, dai nomi di due fisici che hanno introdotto le leggi della diffrazione per analizzare la struttra della materia), che utilizza la diffrazione di neutroni.

Non vi tedio parlandovi di fisica, perché sono troppo ignorante e rischierei di fare brutte figure.

Comunque potrete trovare alcune informazioni sul sito.

Vi riporto la foto che Michele ha fatto dalla Bastille all'anello.
La cosa che mi sembra buffa è che il nostro fu principalmente un teorico, pur catalizzando tanta attività sperimentale.
Comunque anche nel 2006 gli USA hanno fatto l'en plein di premi Nobel, con il prestigio e il denaro che ne consegue.
Meno male che l'Europa ha tra i suoi obiettivi diventare la più moderna società del mondo basata sulla conoscenza...
Vedremo con il nuovo piano settennale che parte da quest'anno, ma progetti da 2-5 anni non portano a rivoluzionare il mondo. Le industrie pensano al bilancio e i tempi del Sapere sono nell'ordine di decenni, non di mesi o anni. Chi può e vuole dare spazio ai volenterosi, senza egoismi nazionali e paure di scontentare qualcuno?
Penso che scontentare qualcuno per dar credito ai meritevoli sia un ingiustizia sopportabile, sempre e comunque; soprattutto meno ingiusta nel dar credito agli amici o ai potenti e danarosi.
Andate in pace.

25 novembre 2006

Piccoli strumenti

Cari lettori,

so che vi chiedete per quale ragione non delizi più le vostre mentine (piccole menti) con le mie perle di saggezza, ma molti impegni mi distraggono da questa forma di espressione.

Sapete che la mia mente contorta concepisce ogni giorno delle nuove questioni, ma oggi vi voglio proporre una piccola arte frutto di un piccolo strumento, le foto del mio cellulino, tratte dalla mia casetta.

Cominciamo con il posto migliore dell'appartamento















Vi propongo delle vedute dalla mia finestra, in versione estiva,


E una bizzarra nuvola rossa in un preoce tramonto autunnale,



Non sarà la celeberrima montagna di Saint-Victoire di Cezanne, ma penso che l'arte telefonica VGA sia accettabile.

Prima o poi ricomnicerò a bacchettare gli scostumati per aprire la strada ad una nuova cultura.

17 novembre 2006

Che settimana bestiale...

...ed è Venerdì 17!

Senza ricordare Concato che mangiava fiori di domenica, ma i fiori non ci sono più.

Cronaca di una settimana convulsa: Lunedì attacco febbrile, nel contempo attacco a un controllore di tram. Conseguente sciopero della categoria con blocco totale dei trasporti, perché si sono rotti del fatto che in Francia prendano di mira i mezzi pubblici con fuoco, sassi...
Martedì conseguenti camminate, avendo lezione alla vecchia scuola di Ingegneria Elettronica.
Mercoledì avrei voluto fare misure, ma mi hanno preso il LASER accordabile.
Ieri c'era il debutto del Beaujolais Nouveau (omologo del Novello, ma la versione italiana ha preso per me troppo l'aspetto di business e meno di qulaità: tutti hanno un Novello...): gente in giro e trasporti estesi fino all'una. La regione Beaujolais è peraltro vicino a Lione, quindi non distante da qui. Peccato che sia arrivata questa cosa che ha un po' impressionato tutti.
Capisco che c'è gente emarginata, ma se scassano tutto, staranno ancora peggio.

Festa rovinata...

Dimenticavo, ieri di fronte a casa mia c'era un uomo con un asino, che brucava l'erba. Pensavo che i cani pulciosi dei barboni che raspano nelle aiuole in centro fossero il massimo, mi sbagliavo!

08 novembre 2006

Anch'io ho fatto il giapponese


Come ben sa chi frequenta conferenze (io no...), i giapponesi, generalmente molto dimessi, si scusano frequentemente delle proprie scarse competenze linguistiche. Magari gli studenti e non i professori più scafati. Quindi un sorry for my bad english ci sta...

Quando presentai i miei lavori alle giornate scientifiche, costretto a scrivere e riferire in francese, sebbene i lucidi fossero stati ampiamente corretti e rimaneggiati, mi sono scusato delle mie difficoltà... sbagliando anche nelle scuse, ma suscitando l'applauso finale: finale per davvero, essendo il mio show immediatamente prima di pranzo.

Si sa che mentre noi italiani ci sforziamo per parlare una lingua conosciuta dall'ospite, i francesi vogliono la sottomissione.

A tal proposito, quando Michele è venuto in visita, dopo la mia presentazione, in inglese, si è sorbito una giornata di francese; istruttivo, ma non certo confortevole.

21 settembre 2006

Amazon stores...



Piccolo racconto, basato su esperienza vissuta:

ho acquistato libri e CD in vari Amazon (la catena di negozi online).

Amazon.com: pacchetto ampio e protetto con margine di spazio anti-urto
Amazon.co.uk: qui non ho mai fatto acquisti, ma il Paolo mi ha detto che gli era arrivato anche con contro-sacco attorno, non so il pacchetto.
Amazon.fr: busta di cartone strettissima, semiaperta...

Se uno comprasse da Amazon algerino, ti farebbero la spedizione nella carta del kebab?

Ho molte cose più serie da raccontare, ma

Si è fatto tardi, come si dice del drogato anziano


Infine, battutina:

Era un uomo così rude che sulla carta d'identità aveva scritto: "Stato Civile: MAI"

20 settembre 2006

Efficienza francese

Cari Amici,

ho notato che ha suscitato molte reazioni la frase finale del post Italia vs. Francia, che riportava la tipica credenza dei nostri cugini...

Ma visto che sono cattivo, voglio infierire (su di loro), parlando della presunta efficienza che quando noi italiani non sappiamo cosa dire imputiamo agli altri: quante volte avremo sentito dire, di là fanno così, di là fanno colà...

Cominciamo con la storia delle letture automatiche dei consumi, per cui ENEL ha installato nuovi contatori ovunque.
Bene, io ho dovuto spedire una cartolina con i miei consumi recenti prima di venire in vacanza, per evitare rimandassero la lettura all'anno prossimo...

Inoltre, lavorando io in questo nuovissimo edificio, mi attendevo chissà quale organizzazione e tecnologia, ebbene:
  • Non c'è un ascensore di cui sia consentito l'uso, ma un montacarichi;
  • Non avevo la rete perché non sono in un ufficio preso in prestito dall'altro laboratorio;
  • La porta di ingresso all'edificio BCAi (laboratori accademici) è rotta, alla faccia delle paranoie sulla sicurezza, e nessuno pensa che forse si dovrebbe cambiare;
  • Ora hanno distribuito le chiavi e del mio ufficio nessuno ha la chiave, quindi hanno tolto la serratura;
  • In effetti al Venerdì passa un omaccio a chiudere e si rischia di trovarsi fuori dal proprio ufficio;
  • In più pur essendoci stanze con 4 persone, le chiavi sono sempre 2 e allora nessuno può chiudere a chiave, specialmente poiché c'è chi passa anche la Domenica al lavoro.

Altro capitolo: l'informatica, sulla quale il mio predecessore Eminente, afferma che sono rimasti ai tempi di Napoleone.

In effetti chi usa la tastiera AZERTY? Che in più ha tutti i simboli a disposizione, ma i numeri shiftandi (bello sui portatili, bisogna fare i pianisti)?

Poi visitate un sito francese, sono terribili, non so chi li realizzi. Fatico a trovare tutto ciò che è utile: sarà la lingua.

Forse per entrare in Università il test di ingresso è trovare sul web come ci si iscrive!!!

Ma sono pigri: sono iniziati i corsi e ti mandano una mail per dirti che non hanno pubblicato i libretti con gli elenchi e gli orari...

Poi le traduzioni: e-mail potrebbe diventare mèl o courriel, courrier electronique, e di oueb che ne dite?

Pazienza, cresceranno pure...

15 settembre 2006

Italia vs. Francia

Ho spesso in mente alcune considerazioni su questi due grandi paesi, vicini e lontani.

Jean Cocteau disse che i francesi sono degli italiani tristi.

Indubbiamente noi ridiamo, anche amaramente, di noi stessi e se facciamo le cose giuste agiamo con "sprezzatura". A tal proposito ricordate il Castiglione,

e, per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi,

Libro del Cortegiano (I 26).


Loro al contrario si lodano dei successi a dismisura e non accettano critiche.

Credo che con lo scarso pragmatismo latino-cattolico facciamo tutti molta fatica a risolvere i problemi per quello che sono e comportano, più che per quello che possono significare.

Quindi la tendenza è di pensare 100 volte a 10 problemi e di tentare la risoluzione di 1 solo, da entrambi i lati delle Alpi. Come se non si volesse cambiare nulla "cambiare tutto per non cambiare niente". Mi riferisco alla lentezza con cui si mette mano a riforme necessarie o a come certa gente reagisca al minimo soffio di vento. Il Time a proposito delle proteste di Marzo per il contratto di primo impiego (CPE), mise in copertina una lumaca rossa-bianca-blu. Lo stesso si potrebbe dire per bandire il fumo: se nessuno di decide si continuerà (si sarebbe continuato per quanto ci riguarda) a fumare ovunque.
I paesi piccoli non hanno grandi difficoltà a organizzarsi, si pensi ai paesi del Nord Europa; i grandi paesi hanno molta burocrazia, un'opinione pubblica poco gestibile e riottosa, sicché quello che è il bene comune viene sopraffatto da logiche corporative e nimby (not in my backyard): non si pensa al futuro remoto, ma a portare a casa i voti dell'elezione successiva.
Io penso al mio futuro e mi scoccia che altri per il loro interesse non badino al mio, mi riferisco a R&D, pensioni, ecc...

Ma ritorniamo al tema del post; noi italiani ci sentiamo piccoli e quindi andiamo a gurdare ciò che gli altri fanno, amiamo l'esotico, conoscere una cosa strana di un altro Paese o capire un messaggio pubblicitario in Inglese ci fa sentire "cool", conoscere le canzoni dell'Appennino Bolognese non tanto. E così qualsiasi parola che non conosciamo diventa inglese. Meglio quando mia nonna diceva Tiròn Pover e Burt Lancastrà (Tyron Power e Burt Lancaster) piuttosto che giunior (per iunior) e profìterol (che è francese e quindi tronco, accento in fondo).
In Francia, al contrario, si traduce o gallicizza ogni nome, parola, termine specialistico: coussin gonflable (air bag) o couches minces (film sottili) insieme con le storpiature dei nomi che sono pessime, Rayleigh non può diventare Rélè...
Però mistero, mistero, mistero, esistono termini intradotti (corner, penalty, football, shampooing, parking...).
Credono ancora nella logica del Grande Paese, che può fare di testa propria in ogni situazione. Però non si può negare che non vedono l'ora di scaricare Chirac, che è una vera mummia che rappresenta il vecchio più vecchio, le epoche in cui l'Europa presentava una certa forza e vitalità, che va ritrovata.
Infine mai toccare la cucina francese, perché non ne esiste di migliore, specialmente perché in Italia c'è del buon caffé e gelato, ma tutta quella pasta e poi ogni posto ha i suoi prodotti, che fastidio...
Per oggi vi ho già annoiato troppo...

Vedo Grigio




Carissimi,
oggi la pagina è stata a lungo grigia e non so perché.

Ho problemi apparentemente inspiegabili nei programmi che sviluppo per risolvere i miei problemi di ottica.

Ho n questioni burocratiche da sistemare.

Piove...

Per non lasciarvi a bocca asciutta, ecco la collegiata di S. Andrea.

14 settembre 2006

Grenoble


Ora dopo questa aulica citazione, vi voglio riportare qualche immagine della città dove mi trovo ora, Grenoble, nel dipartimento dell'Isère nella regione Rodano-Alpi, Francia.

Si presenta come un insieme di comuni in una valle alpina, circondata da tre grossi massicci alpini. Questo agglomerato raccoglie circa 400000 abitanti.

Per ulteriori dettagli wiki Grenoble.

La grande novità urbanistica della città è il quartiere Europole, che accoglie il nuovo Palazzo di Giustizia, centri dirigenziali, uffici. Vi troviamo inoltre 2 "gemme": il Liceo Internazionale e il centro Minatec.


Let's share innovation!!!


Peraltro io abito a fianco dell'uno e di fronte al secondo, in un edificio del quale ho l'onore di lavorare attualmente.
Vi riporto un'immagine, da telefonino, della mia stanzetta...

A presto.