12 luglio 2008

Chiesa di San Giuliano

Questa me l'ha insegnata il mio professore di Fisica del Liceo.

Perché S. Martino è il patrono dei "cornuti"?

Sulla chiesa di S. Giuliano in P.zza Repubblica a Ferrara c'è questo bassorilievo rivelatore.

L'uomo con l'aureola affacciato al letto è appunto S. Martino.

Chissà se per i francesi è lo stesso? E' il S. Martino di Tours, poi?

Altro particolare dello stesso edificio, più sotto.

28 giugno 2008

I disadattati

Perché molti personaggi, che hanno fatto la Storia nei loro rispettivi ambiti sono ai nostri occhi così bizzarri? Quasi disadattati?

Ad esempio G. Hardy, sommo matematico, uomo bellissimo, ma che copriva gli specchi dove andava, eccentrico, che viaggiava in taxi e "sfidava Dio" (Apologia di un Matematico).
Ad esempio I. Kant, filosofo rivoluzionario, famoso per la sua precisione e solitudine.
Non ricordiamo Einstein, il terzo grande della Fisica dopo Newton e Maxwell, che appariva a tutti sempre più bizzarro, che non si curava della famiglia che viveva lontana da lui.

Ma la domanda è: erano loro bizzarri o siamo noi, che in un'epoca di grande libertà non accettiamo nulla che si discosti dai modelli televisivi? Ci sarebbe posto per loro, oggi?

26 maggio 2008

Battute Maggio

Arrivata è la primavera e la mia mente ha partorito alcune battutine, nel mio stile demenziale-linguistico.
  • Entre les Murs premiato a Cannes: dalla Palma d'Oro alla Palma Loro.
  • C'era un nobile tedesco che combatteva solitario con il suo biplano durante la I Guerra Mondiale. Era sempre scontroso e poco avvezzo a stare in società. Il Barone Rozzo.
  • De Gregori pensava di modificare la canzone Viva l'Italia,
Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
  • ...in l'Italia del Walter, ma non è il caso per il momento.
  • Viste le mie condizioni di non-stipendiato, mi sovviene (dalle Cicale 2006), che non mi posso permettere di giocare a golf; giocherò a felpa.

16 maggio 2008

Il crollo dell'Unione Sovietica e altro

Ieri ho ascoltato un discorso del neo-sindaco di Roma, G. Alemanno, che affermava che l'URSS era crollata a causa della sconfitta contro l'Islam in Afghanistan e il Cristianesimo in Europa.

La conclusione era che il Buddismo farà crollare il regime cinese.

Credo non sia così: è stata l'Elettronica ad affondare l'Unione Sovietica. Come poteva un pachiderma retto da una burocrazia tentacolare, che procedeva per piani di azione a lungo termine rispondere al cambiamento di concezione dell'Era Informatica? Del venture capitalism?

Sono i polacchi delle calcolatrici ad aver colpito nel segno, più del venerabile Papa GP2.

La Cina ha adottato un modello perfetto: schiavi che hanno sempre torto lavorano per il mercato globale. Penso che crollerà per la corruzione e l'invecchiamento della popolazione, che la politica del figlio unico ha indotto. Il paternalismo dei dirigenti in Cina è un'altro limite: solo quando loro decidono quello che è vero, questo smette di essere falso.

Chissà che sarà.

19 aprile 2008

Sabato mattina

...ancora a scuola...

Incidentalmente sono giunto in centro città, stamattina. Si osservi che io ho il privilegio di evitare lo shopping del sabato, quindi non ero preparato. Si consideri che c'è in corso un festival con ospiti roboanti.

Troppo caos (a proposito è morto Edward Lorenz del MIT)!

Mi chiedo: basta avere un vecchietto a bordo e il contrassegno invalidi (che proliferano sempre più...) per sollecitare con la tromba dell'auto? Non erano i giovani a essere arroganti?

A che serve una distesa di polizia di ogni corpo coincidente con la presenza di autoblu (qualche papavero rosa?), e magari da un'altra parte ti fregano la bicicletta sotto il naso?

14 aprile 2008

Nucleare. What else?

Visto che il Carlino non mi pubblica la polemica, eccola. E' abbastanza documentata.

Ho letto la pagina pubblicitaria di un'associazione che si occupa di diffusione della coscienza del risparmio energetico. Mi sono chiesto come si possa essere a tal punto disonesti. Tutti sanno che le fonti rinnovabili di energia oggi sono largamente inefficienti ed estremamente costose: gli incentivi pubblici sono il solo modo, discutibile, per giustificarle. Infatti si fa un regalo ai produttori di fotovoltaico o impianti eolici, senza avere un beneficio, se non economico (per chi li installa, non per noi contribuenti che li paghiamo).

Nella pubblicità si affermava che le grandi distese di solare a concentrazione sono sconvenienti. Perché il premio Nobel Carlo Rubbia le ha proposte? Perché negli USA un progetto di riconversione energetica ipotizza (in 50 anni) il loro utilizzo massiccio (si veda Le Scienze, marzo 2008)? Forse affinando tali sistemi si potrà ottenere qualcosa di funzionante.

Perché poi denigrare l'unica fonte che ci garantirebbe ridotto inquinamento, sicuri approvvigionamenti e indipendenza, ossia il nucleare?
E' falso che nessuno costruisce centrali dagli anni '70: Francia e Giappone lo hanno fatto, le hanno rinnovate, ne stanno progettando e vendendo. E' falso che sia collegato alla produzione di ordigni, l'India usa il Torio come elemento fissile, che rende molto complicato ottenere elementi a scopo bellico, a beneficio della non-proliferazione di armi nucleari.

Se si parla di case private, una buona costruzione è sempre auspicabile, così come le fonti rinnovabili e il buon utilizzo delle diverse forme di energia (termica, elettrica, gas...). Come si pensa di alimentare leindustrie? Non basta scaldare un pentolino per la pastasciutta!

Mi chiedo perché si vuole impaurire la gente con la cattiva fede o l'ignoranza. Il rapporto beneficio-rischio è presente in ogni tecnologia e l'insensatezza degli ambientalisti ci sta portando al degrado intellettuale ed economico.

Chi pensa a Cernobyl, si guardi questi documenti, fonte IAEA, Nazioni Unite, che mostra come esso sia stato un grave incidente industriale, ma non molto peggio di altri. Ricordiamo che l'esondazione del Vajont fece in un colpo quasi 2000 vittime, per l'incidente ucraino si parla di 10000 come ordine di grandezza in 40 anni. Ricordiamo infine che esso fu innescato da errori umani, da leggerezza incosciente: come andare alla massima velocità, senza freni, in una strada di montagna.

01 aprile 2008

Ladro o Terrorista

Un ultimo flashback, per riempire questo blog, vista che la mia noiosa esistenza non mi concede contenuti molto attuali.

Primavera/estate 2006.

Sono stato ingiustamente scambiato per un taccheggiatore. Uscendo con una sportina da un negozio dov'ero appena stato, mi reco in un piccolo super-mercato. Con il cestino acconcio recupero le merci e ivi le ripongo. Ma il mio sacchetto insospettisce il nerboruto guardiano di origine africana (molto abbronzato), che mi si avvicina e mi chiede: "per favore, signore, mi può dare la sua sportina?". Chiaramente non mi sono opposto.

Sono anche rimasto intrappolato nel nuovo maxi-laboratorio. Infatti, quando non si capiscono le cose, capita che la chiusura sia alle 18 e si resti fino alle 20, forti del possesso del badge elettronico.

Ma esso non apre i cancelli incatenati. Rapida perlustrazione di altre possibili uscite. Impossibile. C'era anche un banchetto in un altro edificio ma nessuno mi può vedere...

Così il povero straniero non ha alternativa di alzare i telefoni rossi, che collegano direttamente con la centrale della sicurezza interna (al CEA non si scherza).
  • A: "la passerella è chiusa con la catena e non dove uscire"
  • G: "quale passerella, quale catena?"
  • G: "si trova in un settore in cui non è autorizzato?"
  • A: "sono nel laboratorio xy"
  • G: "vedo, arriviamo, non si muova!"
Aspetto, arrivano in due, trasmittente e manganello, che mi chiedono un documento e poi chiedono alla centrale se possono farmi passare per di là. Scendiamo, io preceduto e seguito da una guardia.

Nella sala di controllo vengo pregato di mostrare il PC (non era una bomba, comunque...) e lasciato andare, dopo alcune domande su con chi lavoro, dove, etc...

19 marzo 2008

Discussione Tesi

Il 14 Marzo ho discusso la mia tesi di dottorato. In francese si dice soutenance de thèse, in inglese academic defence.


Non ho molti contributi fotografici o multimediali, dato che ero troppo di fretta per pensarci e mi sembrava una cosa da gita scolastica.

Il 12 ho ricevuto la notizia che il revisore (rapporteur o reviewer o referee) di Lione non poteva esser presente. Nemmeno il supplente stabilito dall'università di Ferrara (stesso istituto di Lione).

Mentre per l'istituto francese ciò non pone problemi, perché con il rapporto egli conclude il suo compito, per gli italiani era un grande problema. Come solito quello che non ha dato problemi agli italiani, ha dato problemi ai francesi e viceversa.

Ho trascorso gli ultimi giorni a sistemare la presentazione, che era giunta a più di 50 diapositive.
Come per il risotto, l'ho fatta bollire fino a ridurla a 49: molte, ma non troppe, soprattutto con meno testo di contorno.

Alle 2:30 del pomeriggio del 13 sono stato contattato dai miei referenti francesi, per concordare un appuntamento per il mattino successivo: sono infatti arrivati con l'INPG-mobile (auto di servizio dell'università). Mi ero premurato di indicar loro un albergo comodo da raggiungere e aperto a tarda ora (cioè un albergo serio...)

Il rehearsal del mio discorso è terminato alle 20:07 del giovedì.

Dopo cena una breve rilettura, con scoperta di errori (tutti gli errori appaiono imperdonabili).

Mattino del 14: abbigliamento pinguino (nodo di cravatta risulta impresa ardua), partenza.

Correzione finale in ufficio, che provoca il ritardo del primo a esporre (io).

Saluto i commissari e si comincia: un po' di emozione perturba la voce, causa la mia scarsa padronanza con il registro di petto.

Per esser professionale avevo con me un puntatore laser, che dopo alcuni minuti ha smesso di funzionare.

Riporto alcune foto (copyright M. Lauritano, che per l'emozione era tremebondo, da cui il fastidioso mosso).



















Alla fine dell'esposizione, ognuno dei commissari ha riferito i propri commenti e ha posto alcune domande: l'assente lionese aveva inviato una lista al mio tutore francese. Molta soddisfazione è venuta dalle varie osservazioni, sebbene abbiano anche sottolineato i punti deboli e le incongruenze del mio lavoro.

Dopo il consulto a porte chiuse, ho assistito alla discussione di Michele, che è stato elogiato per le sue doti pedagogiche e la completezza del lavoro (uno dei tre ospiti grenoblois era stato coinvolto nella revisione).

Non ho seguito le discussioni dei colleghi di TLC e me ne rammarico, ma avevo gente.
Di più. Li ho danneggiati: hanno concluso la giornata alle 18.

Nell'attesa del pranzo s'è fatto un piccolo tour del polo scientifico-tecnologico, in verità incomparabile con il poligono scientifico di Grenoble.

Pranzo alla S'vinadora di via Ariosto. La scelta è stata da me fortemente auspicata: parcheggio (meglio spiazzo sterrato costellato di buchi o collezione di buchi con un po' di parti lisce) interno e cucina tipica.
Molto gentili ad accoglierci alle 14 passate. Mi ha un poco scocciato l'ambiente troppo giovanilistico (i camerieri che fanno ciao) e spartano (tovaglietta di carta). Porzioni ridotte, ma buona cucina: ho iniziato i nostri ospiti a cappellacci e salama da sugo.

Pomeriggio: piccolo tour con i transalpini, con me nei panni del cicerone dal francese stentato (e non stentoreo, che avrebbe disturbato la città del silenzio).

Sono arrivato a casa inorgoglionito...













15 febbraio 2008

Francesi...

Semplicemente ridicolo: come scrivere per non esser letti.

Petition AERES

28 gennaio 2008

Freddure

Dall'equilibrio avrei detto studentessa di Fisica.


Altre idee che mi ronzano per testa:

  1. Il Papa parla di Marx, Bertinotti di Chiesa e chiese: mi sa che si mettranno assieme;
  2. Pecoraro Scanio da Napoli, ministro dell'ambiente: bell'esempio, come se all'ONU nominassero un Thailandese come commissario per la lotta alla prostituzione.

26 gennaio 2008

Tutorato

Sono stato cooptato a svolgere esercitazioni agli di studenti di Propagazione libera, un corso di base di Elettromagnetismo applicato.

Ho fatto 50 ore, fra ripasso personale e incontri in aula.

Utile per me perché, cito Feynman

In any thinking process there are moments when everything is going good and you've got wonderful ideas. Teaching is an interruption, and so it's the greatest pain in the neck in the world. And then there are the longer period of time when not much is coming to you. You're not getting any ideas, and if you're doing nothing at all, it drives you nuts! You can't even say "I'm teaching my class."

If you're teaching a class, you can think about the elementary things that you know very well. These things are kind of fun and delightful. It doesn't do any harm to think them over again. Is there a better way to present them? The elementary things are easy to think about; if you can't think of a new thought, no harm done; what you thought about it before is good enough for the class. If you do think of something new, you're rather pleased that you have a new way of looking at it.




Insomma quest'Autunno avevo dei pensieri sui miei risultati (li ho ancora, ma meglio digeriti) e una distrazione serve, se no si continua a sbatter la testa sulle stesse cose e ci si fa male.

Comunque non era un grande impegno e non erano cose che io so benissimo, ma ho avuto dei dubbi su come proporle.

Risultato: 2 compiti, esito pessimo.
Il primo era promettente ma non troppo: un "28" qualche "25", giù fino a 3 "15", cioè la canna del gas.
Il secondo ha avuto un solo "20" e gli altri bocciati. Attenuante è il salto di un anno dal secondo al terzo, quindi minore uso alla matematica e alla fisica. Ma perbacco: sono studenti di ingegneria!

Mi chiedo: è la padella o il manico? E' questione di metodo di difficoltà o di come si propone l'insegnamento?

Ho un'idea: abbiamo perso l'abilità di astrarre, di immaginare, la multimedialità ci ha abituato a reagire a stimoli solo se forti e coinvolgenti. C'è poca determinazione all'applicarsi su ragionamenti elaborati.

C'è il bisogno di un nuovo modello?

Guardate questo tipo cosa combina a 71 anni.

Insomma la pratica dell'informatica ci ha insegnato a risolvere problemi che prima non avremmo mai avuto... E non risolvere quelli che si deve risolvere.

05 dicembre 2007

Annus Mirabilis 1905

Il 2005 è stato l'anno dedicato alla Fisica, in quanto primo centenario del cosiddetto annus mirabilis 1905 in cui Albert Einstein pubblicò 4 fondamentali articoli sulla rivista Annalen der Physik.

Inquadriamo la situazione della Fisica all'epoca. Se si premette che alla Fisica prima della formulazione della Meccanica Quantistica, negli anni 20 del secolo scorso, ci si riferisce con la definizione di Fisica Classica, essa alla fine del XIX secolo comprendeva la meccanica newtoniana che tratta del moto dei corpi e dei sistemi di corpi materiali e del loro comportamento statico (equilibrio) e dinamico (risposta a sollecitazioni ed energia), l'elettromagnetismo o elettrodinamica, formalizzata da Maxwell e Lorentz, che tratta di fenomeni elettrici e magnetici come perturbazioni dell'ambiente (anche il vuoto), ossia una teoria basata su equazioni di campo, che inoltre descrive i fenomeni ottici e unifica nel concetto di luce tutto lo spettro elettromagnetico; infine la termodinamica e la calorimetria, che si occupano di come sia possibile trasformare calore in lavoro, di come l'energia si conservi se si considera il calore come una sua forma, dei gas perfetti come prototipo del mezzo in cui immagazzinare energia attraverso cicli di espansioni e compressioni. Di quest'ultima era stata appena formulata la variante statistica, secondo cui essendo la materia composta di unità indivisibili, il comportamento macroscopico (pressione, temperatura, volume, energia interna...) si ricavano come medie di grandezze (velocità, urti...) caratteristiche di queste entità microscopiche.

Restavano all'epoca una notevole quantità di quesiti irrisolti:
  1. Perché se la velocità della luce, che si evince dalle equazioni di Maxwell non dipende dal sistema di riferimento, ossia perché qualunque osservatore misura la stessa velocità di un'onda elettromagnetica? Esiste un osservatore privilegiato?
  2. Qual'è la struttura dell'atomo, se esiste?
  3. Perché i calori specifici molari di molecole poliatomiche variano con la temperatura, cioè perché i gas o i liquidi immagazzinano più o meno calore al variare della temperatura?
  4. Come si spiega l'effetto fotoelettrico, per cui l'assorbimento della luce da parte di un atomo è dipendente dalla lunghezza d'onda della radiazione, e non dalla sua intensità (quanto l'energia è concentrata)?
  5. Come si spiega l'emissione dal corpo nero, cioè l'emissione termica dovuta al trasferimento di energia da calore a luce, che si concentra su un colore dipendente dalla temperatura?
I punti 1, 2, 3, 4, 5 furono in parte o totalmente spiegati da Einstein nel suo annus mirabilis.

Chi era questo giovane di 26 anni, che lavorava all'ufficio brevetti svizzero? Figlio di un commerciante di Ulm, aveva trascorso alcuni anni in Italia (una targa a Milano lo ricorda), era apolide, avendo rinunciato alla cittadinanza tedesca, era diplomato al Politecnico Federale di Zurigo, ETH. Non aveva contatti con fisici celebri né accesso a pubblicazioni recenti. Aveva indubbiamente una grande comprensione della realtà fisica, ed aveva sviluppato una grande abilità nella meccanica statistica.

Alcuni sostengono che i contributi che vennero pubblicati quell'anno siano frutto del lavoro congiunto con la prima moglie, Mileva Maric, serba. Comunque tali articoli, che hanno di fatto rivoluzionato la Fisica, sarebbero bastati a dare fama imperitura a chiunque, ciononostante Einstein continuò nella sua ricerca, apportando contributi di alto valore, fino alla dibattuta Relatività generale.

Chiaramente non è questo post inteso ad illustrare il contenuto di tali lavori, essendo al di fuori della portata dell'autore ed esistendo spiegazioni dettagliate in rete, ma di comprendere l'apporto rivoluzionario e la materia su cui sono incentrati.

  1. "Über einen die Erzeugung und Verwandlung des Lichtes betreffenden heuristischen Gesichtspunkt", ossia "Un punto di vista Euristico riguardo la Generazione e la Trasformazione della Luce". Il punto di partenza è la natura della luce, onda o particella? Planck aveva dovuto introdurre l'ipotesi che l'emissione dal corpo nero avvenisse in modo quantizzato, cioè la luce poteva assumere valori di energia solo secondo certi valori. Einstein ipotizza che questo sia parte della natura della radiazione in sé.
  2. "Über die von der molekularkinetischen Theorie der Wärme geforderte Bewegung von in ruhenden Flüssigkeiten suspendierten Teilchen", ossia "Il moto di piccole particelle sospese in un liquido come richiesto dalla Teorie Cinetica Molecolare del Calore", riguarda un fenomeno noto a tutti, il continuo movimento di particelle sospese in un fluido, la cui scoperta è attribuita al botanico Robert Brown (moto browniano), per le sue osservazioni di pollini in acqua. Questo non è un moto perpetuo, ma il risultato dei continui urti dovuti al fatto che il fluido è composto da molecole che si muovono in modo disordinato e incontrano da diverse direzioni le particelle più grandi, che noi riusciamo a osservare. La connessione fra i due fatti costituisce la prova indiretta dell'esistenza degli atomi.
  3. "Zur Elektrodynamik bewegter Körper", ossia "L'elettrodinamica dei corpi in movimento", che sulla base dell'insuccesso dell'esperimento di Michelson e Morley, che non provava che la velocità della luce è dipendente dalla velocità dell'osservatore, postula la correttezza dell'elettrodinamica e della sua conseguenza, la costanza della velocità della luce (in sistemi inerziali, moti relativi uniformi): seppellendo l'ipotesi dell'etere ottiene i famosi paradossi (relatività della contemporaneità, contrazione dello spazio e dilatazione del tempo), che non sono tali, in quanto effetti verificabili. Tali conseguenze erano già ipotizzate da altri, ma la loro interpretazione era imputata alla struttura dei corpi e non al problema della misura di spazio e tempo in sistemi in moto relativo.
  4. "Ist die Trägheit eines Körpers von seinem Energieinhalt abhängig?", ossia "L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto energetico?", in cui si introduce la celeberrima relazione E=mc^2, cioè esiste un contributo energetico dovuto alla massa stessa, a riposo (rispetto ad un qualunque sistema inerziale). O ancora, massa ed energia sono forme alternative dello stesso fenomeno: questo costituisce la base della possibilità di convertire una nell'altra e le reazioni di fissione nucleare ne sono un esempio.
Attenzione: i volumi con i contributi einsteiniani sono introvabili, anche in collezioni di riviste che si spingano a quell'anno fatidico.

12 novembre 2007

Il maestro Feynman risponde a Battiato!


Poets say science takes away from the beauty of the stars—mere globs of gas atoms. Nothing is "mere." I too can see the stars on a desert night, and feel them. But do I see less or more ? The vastness of the heavens stretches my imagination— stuck on this carousel my little eye can catch one-million-year-old light. A vast pattern—of which I am a part—perhaps my stuff was belched from some forgotten star, as one is belching there. Or see them with the greater eye of Palomar, rushing all apart from some common starting point when they were perhaps all together. What is the pattern, or the meaning, or the why ? It does not do harm to the mystery to know a little about it. For far more marvelous is the truth than any artists of the past imagined! Why do the poets of the present not speak of it ? What men are poets who can speak of Jupiter if he were like a man, but if he is an immense spinning sphere of methane and ammonia must be silent?


"I poeti dicono che la scienza ci distrae dalla bellezza delle stelle, ridotte a semplici ammassi di atomi e di gas. Ma nulla è “semplice”. Anch’io posso osservare le stelle in una notte tranquilla e commuovermi di fronte ad esse. Ma io vedo in realtà di più o di meno? La sconfinatezza dei cieli sfida la mia immaginazione; intrappolato in questo carosello senza fine, il mio piccolo occhio può scorgere luce antica di un milione di anni. Un enorme meccanismo -di cui io sono parte- laggiù sta eruttando all’unisono e, forse, la stessa materia di cui io sono composto è stata eruttata da qualche stella ormai dimenticata.

Oppure posso vederle con l’occhio più esteso di Palomar, mentre fuggono veloci da qualche punto comune in cui esse si trovavano forse tutte insieme...
Qual è questo meccanismo, il significato, il perchè?
Non arrechiamo danno al mistero conoscendone qualche dettaglio.
Quanto è di gran lunga più meravigliosa la natura rispetto a quanto ha mai potuto immaginare un qualunque poeta del passato! Perchè i poeti di oggi non parlano di essa? Che uomini sono questi poeti che possono parlare di Giove come se fosse un uomo e che devono restare muti se invece è un’immensa sfera rotante di metano e di ammoniaca?"
R. P. Feynman, premio Nobel 1964 per scoperte fondamentali in elettrodinamica quantistica.

tratto da “The Feynman Lectures on Physics” vol. I ed. Addison Wesley (traduzione Davide Bucci).

Questo come risposta al fatto che conoscere la Natura non influisce sulla sua percezione estetica.
Cosa c'è di più bello di capire che pur nella complessità formale delle leggi fisiche, c'è la semplicità di una descrizione pressoché onnicomprensiva? Significa capire che si è conformati nell'Universo che ci circonda, cosa ci serve oltre?

29 ottobre 2007

E io pago...

La vigilia del mio ultimo compleanno (finora), ho consultato la megera del residence che mi ha informato sulle modalita di congedo dal mio appartamento. Tra esse compariva malaugratamente il pagamento della tassa d'abitazione. Quindi mi sarei dovuto recare all'ufficio delle imposte e comunicare il mio "nuovo" indirizzo per ricevere l'avviso di pagamento. Sarà che non si può chiedere ad un italiano di pagare le tasse, ma la sera nevica tantissimo: come ricorderete era stato tiepido il clima fino al weekend precedente (intorno al 20 Gennaio) e lo fu anche dopo. Visto la rigida temperie decido di cenare in un pub di montagna, aspirando l'odiato aroma di formaggi fusi, assaporando galettes au sarrasin, crepe e sidro. Purtroppo il riscaldamento era in panne e ho patito un freddo orrendo, visto che tanti avevano avuto la mia stessa idea e c'era posto solo accanto all'ingresso.

Superando una bufera selvaggia (per l'uomo di pianura che sono), arrivo a casa e mi arrostisco ai radiatori elettrici, che tolgono quasi l'aria.

Il giorno successivo mi incammino all'ufficio delle imposte, non nevica, è vicino. Arrivo e dico alla segretaria che debbo denunciare il cambio di residenza. Mi dicono di attendere. Esce da una porticina un'ometto gentile, che mi invita a entrare nel suo piccolo stanzino.
Mi chiedo perché i francesi abbiano spazi pubblici così ridotti, uffici, supermercati, ristoranti...
Cito Giobbe a questo proposito:
- Noe', tu farai questa nave e ci caricherai sopra due animali per ogni razza -

E Noe' disse:

- E vivranno con me? -

- Si' - rispose il Signore.

- E la puzza?? -

- Non preoccuparti, si abitueranno...! -"


Come al solito non ci si capisce nulla, mi registra ad un altro indirizzo (ci sono due resiedenze della stessa catena in zona). Nonostante tutto pazienta e chiudiamo la pratica (ancor'oggi non so cosa dovrò pagare).

09 ottobre 2007

Forza Seyed

Nell'ultimo periodo di permanenza in Francia, ho condiviso l'ufficio anche (c'erano 6 posti 6) con un collega iraniano, che studia la trasmissione di segnali a banda larghissima (UWB) su fibra ottica.

Parlava Inglese, con tutti i problemi conseguenti il non sapere il Francese in Francia. La sua advisor era ultraimpegnata.
Consideriamo che all'inizio di quest'anno era particolarmente aspro (giustamente) l'atteggiamento internazionale verso il suo Paese. Così era abbastanza spaesato.

Questo ha fatto che sì che un romeno che si occupava di antenne (e che gareggiava con me in quanto a Domeniche e orari d'uscita serali) abbia con Seyed e me condiviso chiacchiere varie.

A parte la soddisfazione di venire dall'unico Paese non disastrato, ho imparato alcune cose interessanti.

Parlando di Iran: "il nostro presidente è un comico", "Repubblica Islamica vuol dire che se dimostri di esser religioso è più facile lavorare, come se significasse esser migliori degli altri", "quando si vuol litigare anche un profeta di differenza è sufficiente".

Ho imparato che nella scuola iraniana non sono previste le lingue, che in Romania c'è una gioventù apatica e scoraggiata.

Infine all'ultima settimana, poiché stavo leggendo un libro sull'algebra dalle equazioni ai concetti astratti che spiegano le simmetrie della Fisica (Mario Livio, "L'equazione impossibile. Come un genio della matematica ha scoperto il linguaggio della simmetria", Rizzoli), abbiamo discusso di matematica araba-persiana, mi ha corretto le mie pronuncie dell'arabo (che ho subito dimenticato) ed è stato stupito-inorgoglito del discorso.

Sappiate che:
  • Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, matematico persiano, da cui algoritmo
  • al-Kitāb al-mukhtaṣar fī ḥisāb al-ǧabr wa al-muqābala, il suo libro, Compendio sul Calcolo mediante Completamento e Bilanciamento, ossia equazioni di secondo grado, notate algebra proviene da al-ǧabr
Gli ho augurato di vivere, in futuro, in un Paese più libero. Ho purtroppo visto le fustigazioni pubbliche, le impiccaggioni, Ahmadinejad che va a Columbia Unversity e dice: "l'Olocausto non esiste, noi non abbiamo omosessuali". Ho saputo del figlio del Che che è andato a trovarlo per cospirare contro l'imperialismo americano. Pazzi!

Vero è che negli USA massacravano i neri e sono venuti a combattere contro Hitler, usando anche soldati neri, e che c'erano circoli antisemiti dopo la guerra "che dicevano che i Nazi non erano poi così male" (Surely you're joking Mr. Feynman), ma c'è qualche differenza e i governi seri non sono i loro.

Ringraziamo la Francia che ospitò in sprezzo all'America, che appoggiava lo scià, Khomeyni, iniziatore dell'attuale regime iraniano.

25 settembre 2007

Etica e Premi Nobel

Piccolo discorso sull'inaugurazione del forum segnalato qui accanto. Il seguito sarà stato senz'altro meglio, ma non ho avuto il tempo e la volontà di seguirlo.

Scenario augusto: Teatro Comunale.

Ospiti illustri: Richard Ernst (Premio Nobel chimica 1991), Tullio Regge (uno dei maggiori esperti di relatività generale).

Dopo il saluto di un emissario dell'Università di Bayreuth, che contribuiva all'organizzazione, parte il talk di Ernst.

Attacca con un pistolotto sul capitalismo, fonte di ingiustizia, povertà, corruzione, passa al valore del multiculturalismo, per poi denunciare la prepotenza degli USA e la supponenza del Vaticano.

Propugna una società solidale, l'unione asiatica, cita (a scopo di sminuirlo) il famoso brano di A. Smith sulla mano invisibile, per cui l'egoismo dei singoli si tramuta, nella qualità del loro operato, in beneficio per la comunità.

Commento del Rettore: "...questo intervento assai provocatorio mi fa pensare come sia bello poter dire di non essere d'accordo..." e poi "...io studio Smith e dò molto peso al ruolo e al contributo della cooperazione fra individui...".

Commento mio: se avessero chiamato Jovanotti o Manu Chao, avremmo ascoltato le stesse banalità senza "...vi intent to impruf...", dell'emerito dell'ETH.

Non nego che il mercato aumenti il divario fra ricchi e poveri, ma è falso che la ricchezza si debba innanzitutto distribuire: prima occorre crearla e gratificare chi la crea secondo il suo merito.

Certo che gli stipendi di molti chief executive officer, sono vergognosi: sarebbe bello come diceva Herr Ernst obbligarli a devolverli in opere di bene.

Meno male che Regge, denunciando come sempre i pregiudizi antiscientifici sempre più diffusi mi ha consolato. Abbasso i cocomeri della politica, Verdi fuori e rossi dentro, che pensano a danneggiare il progresso per essere tutti più uniformemente poveri!

Da qui, per finire, voglio denunciare l'atteggiamento di chi cerca consenso al proprio operato scientifico cercando di illustrarne i benefici: la Scienza serve a produrre conoscenza e comprensione dei meccanismi della Natura.

Come scrive Hardy in Apologia di un Matematico, la conoscenza è un piacere intimo, non è più importante o nobile il fisiologo che inventa una cura per una malattia e non bisogna averne maggior considerazione se questi scopi umanitari sono fra i suoi obiettivi. Il suo valore è nell'arricchire la sapienza umana, nella felicità con cui segue i suoi lavori: i benefici sono impliciti alla produzione di conoscenza, prima che alle sue ricadute tecnologiche o applicative o terapeutiche. Il sapere arricchisce l'Umanità in quanto tale e la Scienza senza gioco e curiosità non esiste.

Inoltre ogni settore si appoggia su tecnologie avanzate: miope la politica che bada alla medicina, iper-tecnologica, e non ai fondamenti per nuove applicazioni terapeutiche!




08 settembre 2007

Lettera al direttore Mazzucca

Durante le mie meditazioni estive, ho letto un rapporto dell'Unione Europea, che analizza lo sviluppo economico delle Nanotecnologie. Per me questo è particolarmente importante, perché ho visto chi le tecnologie le sviluppa veramente, chi ha la maestria per farlo, quali sono i costi da sostenere.

Inoltre, i discorsi di D'Alema sulla necessità di un impegno dei giovani mi hanno fatto un po' arrabbiare, essendo lo spazio concesso dai "vecchi giovani", che ormai sessantenni non mollano i posti conquistati con le loro "rivoluzioni", molto ridotto. Inoltre penso che bisogna pensare ad un futuro differente, e questo non lo può fare chi pensa di essere il profeta della modernità da 40 anni.

Questo mi ha indotto a scrivere una lettera al direttore del Resto del Carlino, non per vanità, ma perché mi sembra che far capire come si possa sentire chi lavora senza prospettive per il futuro. Inoltre, difetto dell'accademia italiana, non bisogna mai mollare un'azione di lobbying per indurre la classe dirigente a comprendere che 10 anni nella ricerca non sono molti, anche se essi vorrebbero risposte in tempi brevi per valorizzare il proprio mandato. D'altronde come avere più ricchezza per tutti se non si valorizzano le risorse umane che la possono produrre?


Egregio Direttore,

ormai la lettura delle notizie quotidiane mi sprofonda ogni giorno di più in uno stato di prostrazione e frustrazione.
Sono uno studente di dottorato di Ferrara, uno dei volenterosi che pur possedendo un titolo di studio appetibile (Ingegnere delle Telecomunicazioni), ha preferito continuare lo studio e dedicarsi alla propria passione per la Scienza.
Vedo il mio amato Paese avviato alla decadenza. Vedo che i ladri, i nani e le "ballerine" della TV sono ormai esempi di vita che suggeriscono mediante quali mezzi meschini raggiungere la ricchezza; vedo un oscurantismo che schiaccia da ogni direzione il progresso possibile: i Verdi che bloccano le infrastrutture, sindacalisti che difendono fannulloni, il Papa che crocifigge la Biologia. Vedo la diffidenza verso le tecnologie avanzate e chi spera di essere curato da santoni e maghi. Vedo il disinteresse e una punta di disprezzo verso coloro che vorrebbero impegnare il proprio intelletto per risolvere i problemi quotidiani di tutti, ma cui non si dà fiducia e mezzi economici. La lettura di un rapporto del 2005 dell'UE sulle ricadute economiche delle Nanotecnologie (che speriamo non siano affossate da qualche folle come le biotecnologie), mi ha confermato il nanismo del nostro Paese, che pure ha intelletti in grado di competere a livello internazionale. L'Islanda si distingueva per 19 istituti ed enti che lavorano nelle nanotecnologie, così come l'Italia per i 32, rispetto alle centinaia della Germania. Vedo infine studenti svogliati ed ignoranti, che scelgono spesso facoltà-parcheggio per arrivare ad un "pezzo di carta" qualsiasi.

In risposta al sollecito ministro D'Alema su un ruolo per i giovani, io vorrei impegnarmi per il progresso attraverso la pratica e la diffusione della Scienza.

Mi chiedo però se a questo punto si possa sperare in un futuro migliore o rassegnarsi ad un declino, cui molti pensano ormai.

La ringrazio per la Sua paziente attenzione e La saluto cordialmente.

Al termine della vicenda, ecco la pagina di giornale, con estratto della precedente lettera, con risposta del direttore.

Mi si potrebbe obiettare l'ovvietà dei ragionamenti e l'essermi rivolto a chi mi poteva dar ragione, ma non bisogna rinunciare a insistere su quello che è il bene di tutti.

16 agosto 2007

La Lingua Langue

Ossia come confondersi nell'ignoranza.

Vi cito alcune perle:
  • A Grenoble si mangia una specialità di pasta fresca, i ravioles de Royanne, fatti con una pasta senz'uovo farcita di un impasto di erbe aromatiche, ritagliata in forma di micro-ravioli quadrat conditi nel caso più semplice con panna liquida. E bene, chiedendo a un indigeno come si preparassero, rischio e chiedo: "eau, fleur, et puis?" infatti siccome in ferrarese la farina è fior, in Inglese flour (si pronuncia come flower), ho dedotto che in Francese fosse lo stesso, ma mi sbagliavo. Infatti farine è il vocabolo appropriato.
  • In Italiano il participio passato di prendere è preso, non prenduto, ma in Francese ho spesso usato prenu al posto di pris: perché scegliere il modo semplice (e giusto) se si può pensare a uno peggiore?
  • E poi tante altre difficoltà perché per un madre-lingua una pronuncia sbagliata non è assimilabile a nessuna altra parola di senso compiuto.
Comunque è un gustoso vendicare certe storpiature orribili, come quando su una lavagna era correttamente scritto tagliatelle ed esce il gestore e aggiunge la s del plurale tagliatelles.

La morale: non chiedete dove comprare un phon in un paese anglofono, perché vi diranno dove trovare i telefoni, non gli asciugacapelli.

18 luglio 2007

Battutine

Cito alcune battutine:


Pensate che se non ci fosse stato Edison, guarderemmo la TV a lume di candela!

(Al Boliska)


I bambini in macchina possono fare pasticci; pasticci in macchina possono fare bambini.



La TV è uno strumento eccezionale per la diffusione della lettura: quando è accesa vado in camera a leggere un libro.

(Groucho Marx)